| 10/2008, Ovaio più protetto con la pillola |
|
|
|
|
Maria Grazia Buratti Negli anni '60 la contraccezione femminile subì una profonda rivoluzione con l'arrivo della “pillola” anticoncezionale. Ai giorni nostri più di 100 milioni di donne, soprattutto in Europa e nel Nord America, usano i contraccettivi orali, nonostante i dilemmi sui possibili rischi di cancro e danni alla salute. Ma adesso, da uno studio pubblicato su Lancet, arriva un parere diverso: la pillola riduce significativamente il rischio di tumore all'ovaio e la benefica azione si protrae anche nei 30 anni successivi alla sospensione del trattamento
Lo studio effettuato dal Gruppo Collaborativo “Epidemiological Studies of Ovarian” ha preso in esame i dati relativi a 45 studi epidemiologici, selezionati secondo criteri precisi, tra cui il rigore statistico. Fra le molte variabili in gioco la più difficile è risultata essere la misura dell’esposizione ai contraccettivi orali. Per ottenere questo dato si deve considerare l'età di inizio della terapia, la durata, l'interruzione, la formulazione e la dose. Per il calcolo dei rischi relativi sono stati tenuti in conto fattori confondenti quali la storia familiare di tumore, le variabili di salute riproduttiva e l’eventuale ricorso alla terapia ormonale sostitutiva. Quanto dura l'effetto protettivo della pillola? Valutare l'entità e la durata di tale effetto è stato l'obiettivo dello studio. La pillola è molto comune tra le donne giovani, mentre l'incidenza di tumore ovarico aumenta con l’età. I dati presi in esame riguardano 23.257 donne con tumore ovarico e 87.303 pazienti controllo non affette dal tumore. Gli studi selezionati sono stati condotti in 21 paesi. Il 31% delle donne con tumore ovarico ha assunto i contraccettivi per un periodo medio di 4.5 anni e il 37% delle donne del gruppo controllo ha assunto la pillola per un periodo medio di 5 anni. I risultati sono confortanti. Le donne che hanno preso la pillola anticoncezionale per circa 15 anni hanno ridotto della metà la probabilità di sviluppare il cancro ovarico e soprattutto l’effetto protettivo permane per almeno 30 anni, anche se va attenuandosi col passare del tempo. Da questo studio emergono risultati di chiaro significato: tra le donne che non hanno utilizzato il farmaco 12 su 1.000 potrebbero contrarre il cancro ovarico prima del raggiungimento dei 75 anni di età. Questa stima arriva a 8 donne su 1.000 per chi ha assunto la pillola. L’uso prolungato della pillola ha permesso di evitare oltre 200.000 casi di cancro ovarico e circa 100.000 decessi. Questi numeri danno una sicura risposta per la valutazione rischi e benefici nella scelta del contraccettivo orale: in questo caso i benefici sono molti. |