Uno screening di popolazione ha come obiettivo quello di diminuire la mortalità. Ci sono diversi paesi al mondo che mettono in atto programmi di screening nazionali per il tumore al seno, all’intestino e per quello della cervice raggiungendo una riduzione nella mortalità specifica. Lo stesso risultato non si riesce ad ottenere purtroppo con il tumore ovarico. A conferma di ciò, recentemente, i servizi preventivi statunitensi(1) confermano la precedente raccomandazione: lo screening per il tumore ovarico non deve essere intrapreso nella popolazione generale.

I GRANDI STUDI

Una recente revisione(2) presenta i quattro grandi studi che hanno valutato l’impatto dello screening del tumore ovarico negli ultimi anni:

- il PLCO(3) (Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian – Prostata, Polmone, Colon-retto e Ovarico) uno studio clinico randomizzato con 68 616 pazienti tra i 55 e i 74 anni. Le donne incluse nello studio venivano sottoposte o alla normale pratica clinica (braccio di controllo) o al programma di screening (braccio di intervento) che consisteva nell’eseguire il test CA125 con uno specifico cut-off ≥35kU/L e l’ecografia transvaginale. Le donne sono state seguite per circa 13 anni. Ad un follow-up mediano di circa 12 anni sono state riportate 118 morti nel braccio di intervento e 100 morti nel braccio di controllo, non mostrando quindi un beneficio da parte dell’intervento in termini di mortalità(4). Inoltre si assiste ad un alto tasso (15%) di serie complicazioni nelle donne risultate positive allo screening ma in realtà non malate che venivano sottoposte lo stesso a chirurgia(5). Questi primi risultati rafforzano le raccomandazioni dei servizi preventivi statunitensi.

- lo studio Kentucky(6) ha incluso 25 327 donne, le quali annualmente venivano sottoposte all’ecografia transvaginale. A 5 anni il tasso di sopravvivenza, nelle donne con una diagnosi di tumore ovarico primario, aumenta quasi del 20% rispetto alle donne trattate nello stesso ospedale e durante lo stesso periodo ma che non partecipavano allo studio(7). Questo studio ha dei limiti metodologici tra i quali si riconosce immediatamente che non si tratta di uno studio randomizzato e risente molto della partecipazione volontaria delle donne sane.

- lo studio clinico randomizzato giapponese Shizuoka(8) ha incluso ben 82 847 donne in post-menopausa a basso rischio. Queste donne venivano sottoposte ad una ecografia annuale e al test CA125 oppure alla normale pratica clinica. Il braccio di intervento ha permesso di individuare il 63% di donne in uno stadio precoce di malattia, il 38%nel braccio di controllo, che dovrebbe far ben sperare. I dati di mortalità non sono stati ancora pubblicati.

- lo studio clinico randomizzato inglese UKCTOCS(9) ha incluso 202 638 donne, le quali venivano sottoposte o alla normale pratica clinica o annualmente all’ecografia transvaginale o al test CA125 con una ecografia come test secondario. I dati di mortalità sono attesi per il 2014-15. Gli studi sopra presentati purtroppo non permettono di dare indicazioni valide sull’opportunità di organizzare uno screening di popolazione per il tumore ovarico. Nonostante le raccomandazioni fornite dai servizi preventivi statunitensi, una recente indagine(10) sui medici di base ha messo in evidenza come uno su tre di questi ultimi credono che lo screening in realtà sia efficace. Pertanto è molto importante raccogliere corrette informazioni prima di intraprendere esami di screening per non incorrere nel rischio possibile di sovradiagnosi o sovratrattamento.

LE DIREZIONI FUTURE

Negli ultimi 10 anni ci sono stati significativi progressi su come definire il rischio di avere una malattia sulla base di fattori genetici ed epidemiologici. Probabilmente, si assisterebbe ad una migliore efficacia dei programmi di screening se la popolazione fosse stratificata sulla base del rischio. Questo rischio è da valutarsi sulla base dell’età, della presenza di familiarità con il tumore ovarico, al seno e al colon. Purtroppo nel tumore ovarico, non ci sono ancora prove sufficienti su come le mutazioni di alcuni geni (ad esempio BRCA1, BRCA2) rappresentino un indicatore standardizzato per la valutazione del rischio, questo è sicuramente complicato dalla grande varietà di tipi di tumore ovarico esistenti. L’implementazione di un ipotetico programma di screening stratificato, oltre che con la valutazione di efficacia, sulla base del rischio potrebbe essere una soluzione che sicuramente, in seguito, dovrà fare i conti con i diversi aspetti organizzativi, etici, legali e sociali oltre che di tipo costo-efficacia(11).

Anna Roberto
IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

 

REFERENZE BIBLIOGRAFICHE:

1. Moyer VA, Force USPST. Screening for ovarian cancer: U.S. Preventive Services Task Force reaffirmation recommendation statement. Ann Intern Med 2012;157:900–4.
2.
Menon Usha, Griffin Michelle, Gentry-Maharaj Aleksandra. Ovarian cancer screening – current status, future directions, Gynecologic Oncology (2013), doi: 10.1016/j.ygyno.2013.11.030
3. Buys SS, Partridge E, Greene MH, et al. Ovarian cancer screening in the Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian (PLCO) Cancer Screening Trial: findings from the initial screen of a randomized trial. Am J Obstet Gynecol 2005;193:1630–9.
4. Buys SS, Partridge E, Black A, et al. Effect of screening on ovarian cancer mortality: the Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian (PLCO) cancer screening randomized controlled trial. JAMA 2011;305:2295–303.
5. Menon U, Gentry-Maharaj A, Jacobs I. Ovarian cancer screening and mortality. JAMA 2011;306:1544 [author reply 1544–1545].
6. Baldwin LM, Trivers KF, Matthews B, et al. Vignette-based study of ovarian cancer screening: do U.S. physicians report adhering to evidence-based recommendations? Ann Intern Med 2012;156:182–94.
7. van Nagell Jr JR, DePriest PD, Ueland FR, et al. Ovarian cancer screening with annual transvaginal sonography: findings of 25,000 women screened. Cancer 2007;109:1887–96.
8. van Nagell Jr JR, Miller RW, DeSimone CP, et al. Long-term survival of women with epithelial ovarian cancer detected by ultrasonographic screening. Obstet Gynecol 2011;118:1212–21. 9. Kobayashi H, Yamada Y, Sado T, et al. A randomized study of screening for ovarian cancer: a multicenter study in Japan. Int J Gynecol Cancer 2008;18:414–20.
10. U. Menon, A. Gentry-Maharaj, R. Hallett et al. Sensitivity and specificity of multimodal and ultrasound screening for ovarian cancer, and stage distribution of detected cancers: results of the prevalence screen of the UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening (UKCTOCS) Lancet Oncol, 10 (2009), pp. 327–340.
11. H. Burton, S. Chowdhury, T. Dent et al. Public health implications from COGS and potential for risk stratification and screening. Nat Genet, 45 (2013), pp. 349–351

 

Per saperne di più:
- A. Roberto. La ricerca si impegna sulla diagnosi precoce del tumore ovarico. PartecipaSalute, 2012