Quando si parla di ricerca clinica si fa spesso riferimento alle biobanche. Una di queste sui tumori dell’ovaio si chiama “Pandora”... che cosa è Pandora?

Pandora è il nome dato alla banca biologica che conserva campioni di tumore ovarico prelevati durante la chirurgia. Pandora si trova presso il Centro Risorse Biologiche (CRB) dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Pandora riceve il materiale, in forma strettamente “anonimizzata” e secondo le leggi vigenti sulla privacy, dagli ospedali “San Gerardo” di Monza e “Manzoni” di Lecco.  La sua costituzione è stata autorizzata dai rispettivi Comitati Etici, e in quanto parte del CRB, la raccolta, conservazione e distribuzione dei campioni biologici è regolamentata dalle normative UNI EN ISO 9001: 2008.

La missione di Pandora è di raccogliere e conservare i reperti bioptici degli interventi chirurgici di pazienti operate di tumore all’ovaio a fini puramente scientifici, senza alcun scopo di lucro.

Perché si chiama Pandora?
Nel mondo greco classico, Pandora è il nome della prima donna, dono degli dei dell’Olimpo agli uomini.
In quanto dono, Pandora racchiude in sé tutte le migliori qualità degli dei (dal greco: "piena di doni"). Noi la ricordiamo solo per il mito raccontato dal poeta Esiodo del “vaso”, da cui uscirono tutti i mali che affliggono il mondo. Ma in realtà Platone, il grande filosofo greco, parlando del mito di Pandora in uno dei suoi dialoghi (i.e., Protagora), pone l’attenzione non su quello che esce dal vaso ma su quello che resta nel vaso: quando tutti i mali uscirono, rimase nel vaso perché molto lenta ad uscire, la speranza, cioè l’attesa di un evento favorevole.  

La Biobanca Pandora racchiude in sé il messaggio di speranza che porta la ricerca: un messaggio di speranza portato dalla prima donna a tutte le donne colpite da questa malattia.

A cosa serve la Biobanca Pandora?
La Biobanca Pandora serve per far progredire la ricerca scientifica. Studiare le caratteristiche della malattia direttamente sul campione operatorio è un’occasione unica per aiutarci a capire con quali caratteristiche i tumori si sviluppano e quale sia il loro “tallone d’Achille”. La biobanca utilizza materiale biologico che in genere non viene conservato, ma che per la ricerca scientifica è oggi di estrema importanza. La rivoluzione tecnologica di questi ultimi anni ha messo a disposizione strumenti unici che consentono di studiare la biologia dei tumori non solo in laboratorio su modelli cellulari, ma anche di studiare il tumore, direttamente. Per questo motivo la rivista “Time” ha definito le Biobanche "una delle dieci idee che rivoluzioneranno il mondo".

Chi sa “quasi” tutto su Pandora?
Il direttore di Pandora è il dr. Sergio Marchini e il responsabile scientifico è il Capo Dipartimento di Oncologia, Dr. Maurizio D’Incalci. Perché “quasi” tutto? Perché la ricerca non termina mai, fatto un passo se ne deve fare un altro, e non si sa mai tutto!

Per altre informazioni vai al sito: www.fondazionemattioli.it

Ultimo aggiornamento 28 ottobre 2016