LE CAUSE DEL TUMORE OVARICO

Al momento non si sa quali siano le cause del tumore dell’ovaio, pertanto non è possibile sapere perché una donna sviluppa il tumore e un’altra donna non lo sviluppa. Più fattori sembrano però coinvolti nella sua insorgenza, alcuni si definiscono fattori di rischio perchè potrebbero aumentare il rischio di sviluppare la malattia, altri fattori protettivi perché probabilmente in grado di avere funzione protettiva in relazione alla comparsa della malattia.


I fattori di rischio per il tumore dell’ovaio si possono classificare come:
legati alla vita riproduttiva della donna:

  • età delle prime mestruazioni (menarca) precoce
  • insorgenza della menopausa in tarda età, cioè circa dopo i 56-57 anni di età
  • donne che non hanno avuto figli (nullipare)

legati all’ambiente:

  • fattori legati alla dieta, cioè diete ipercaloriche (troppe calorie) e iperproteiche (troppe proteine)
  • utilizzo di estrogeni prima dei 40 anni
  • obesità

legati alla storia di malattia in famiglia:

  • donne con madre o sorella o figlia affetta da tumore dell’ovaio hanno un maggior rischio di sviluppare il tumore. Alcuni carcinomi ovarici sono causati da mutazioni genetiche ereditarie. Sono stati individuati tre modalità di ereditarietà: carcinoma ovarico soltanto, carcinoma ovarico e mammario, e carcinoma ovarico e colo-rettale. Sono stati messi a punto dei test per accertare le eventuali mutazioni genetiche; questi sono consigliati ai membri di famiglie in cui il rischio di sviluppare una forma di carcinoma è molto alto. Esistono centri di consulenza genetica ai quali le donne possono rivolgersi se temono di avere un accresciuto rischio di sviluppare questa forma di tumore a causa dell’elevata presenza del carcinoma ovario o di altri tumori in famiglia.

    Le informazioni sui fattori protettivi che proteggono dall’insorgenza della malattia sono scarse e per ora si sa soltanto che le donne che fanno uso di contraccettivi orali, la cosiddetta pillola anticoncezionale, corrono un rischio più basso di ammalarsi di carcinoma ovarico.

ATTENZIONE!! Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente che si svilupperà un tumore all’ovaio. Così, d’altra parte, non in tutte le donne che hanno sviluppato un tumore all’ovaio è possibile individuare la presenza di questi fattori di rischio.

 

LE CAUSE DEL TUMORE DELL'UTERO O ENDOMETRIALE

Nessuno conosce le cause esatte del tumore del corpo dell’utero, come tutti i tumori non si tratta di una malattia contagiosa e quindi non si trasmette da una persona all’altra. Le donne che sviluppano il tumore dell’endometrio possono avere uno o più fattori di rischio. Un fattore di rischio è qualcosa che aumenta la possibilità della donna di sviluppare la malattia.

ATTENZIONE!! Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente che si svilupperà un tumore all’utero. Così, d’altra parte, non in tutte le donne che hanno sviluppato un tumore all’utero è possibile individuare la presenza di questi fattori di rischio.

Esistono differenti fattori di rischio: alcuni come l’età o la razza non possono essere chiaramente modificati, altri sono legati alle abitudini personali e sono quindi modificabili (ad esempio fumo, dieta etc). La maggior parte dei tumori dell’endometrio di tipo 1 sono ormono-dipendenti, cioè il bilancio ormonale di una donna gioca un ruolo importante nello sviluppo del tumore. Due tipi di ormoni femminili sono prodotti dalle ovaie prima della menopausa: estrogeni e progesterone.
Il bilancio tra questi due ormoni si modifica normalmente durante il ciclo mestruale mensile. Uno squilibrio tra questi due ormoni, con conseguente aumento degli estrogeni circolanti, determina un aumentato rischio di sviluppare il tumore dell’utero. Dopo la menopausa, invece, gli ormoni sono prodotti soprattutto a livello del tessuto adiposo (grasso).

Gli studi fino ad ora condotti hanno individuato alcuni di fattori di rischio:

  • età: il cancro dell'utero è più comunemente diffuso nelle donne di età superiore ai 50 anni;
  • iperplasia endometriale: le donne che hanno questo problema presentano un rischio maggiore di sviluppare il cancro dell'utero;
  • terapia sostitutiva: nell’ultimo decennio sono stati effettuati grandi studi randomizzati i cui risultati sono stati in alcuni casi interpretati in modo diverso da diversi autori. I punti fissi appaiono pochi: la terapia sostitutiva a base di soli estrogeni si è dimostrata fallimentare poichè aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di sviluppare il carcinoma dell’endometrio (RR 2.3). Una meta analisi di 7 studi in cui venivano analizzati regimi combinati di estrogeni e progesterone non ha invece riportato un rischio aumentato di sviluppare la malattia da parte delle pazienti che hanno assunto la terapia. In Inghilterra tra il 1996 ed il 2001 è stato effettuato uno studio chiamato Million Women Study nell’ambito del quale sono state arruolate 7.738 donne in menopausa ed in terapia ormonale sostitutiva con anamnesi negativa per neoplasie e seguite per alcuni anni per la registrazione dell’eventuale insorgenza di carcinoma dell’endometrio. Questo studio ha dimostrato nelle donne che hanno assunto la terapia un’incidenza di carcinoma dell’endometrio sostanzialmente uguale a quella delle altre donne, mentre si è notato un aumento del rischio di sviluppare tumore mammario;
  • obesità: il corpo produce alcuni dei suoi estrogeni nel tessuto adiposo, cioè nel grasso. Questo è il motivo per cui le donne obese hanno più estrogeni circolanti nel loro corpo rispetto alle donne magre; questi elevati livelli di estrogeni potrebbero essere uno dei motivi per cui le donne grasse hanno un maggior rischio di sviluppare il tumore dell’utero. Il rischio di questa malattia è anche più alto nelle donne affette da diabete e pressione alta (ipertensione) che sono due condizioni che si riscontrano frequentemente nelle donne obese;
  • diabete e pressione del sangue alta: secondo alcuni studi, il diabete e valori elevati della pressione sanguigna aumentano il rischio di cancro uterino. Dato che queste patologie insorgono spesso nelle persone obese, la ricerca non ha stabilito con certezza se sono i disturbi stessi o il rapporto tra grasso corporeo e livello di estrogeni ad incrementare il rischio;
  • altre forme tumorali: le pazienti con storia di cancro del colon, del retto o della mammella sono soggette ad un rischio leggermente più elevato rispetto alle altre donne di sviluppare il cancro dell'utero. Coloro che hanno già avuto un carcinoma uterino sono in alcuni casi a rischio di contrarre altre forme tumorali;
  • tamoxifene: un rischio più elevato di sviluppare il cancro dell'utero è stato riscontrato nelle pazienti che fanno uso di tamoxifene per il trattamento del carcinoma mammario. Tale rischio può essere legato agli effetti sull'utero di questo farmaco che produce reazioni simili a quelle provocate dagli estrogeni. Le pazienti che assumono il tamoxifene devono essere sottoposte ad un'attenta sorveglianza medica per l'individuazione di segni o sintomi di cancro dell'utero. I medici sottolineano che i benefici del tamoxifene nella cura del tumore della mammella sono ampiamente dimostrati e bilanciano pertanto i potenziali rischi di contrarre altre forme di cancro. Le pazienti che assumono questo farmaco dovrebbero sottoporsi ad esame pelvico di routine (una volta all’anno) e segnalare al più presto al medico curante qualunque episodio di sanguinamento vaginale (che non sia la mestruazione);
  • origine: le donne di razza bianca hanno maggiori possibilità di sviluppare il cancro uterino rispetto alle donne di colore.

Gli altri fattori di rischio sono correlati al tempo di esposizione del corpo della donna agli estrogeni. Le donne che non hanno avuto figli, le donne che hanno avuto la prima mestruazione (menarca) molto precocemente (indicativamente intorno a 9-10 anni) o raggiungono la menopausa in un’età avanzata (indicativamente intorno a 56-57 anni) sono esposte ad un maggior livello di ormoni (estrogeni) e pertanto sono sottoposti ad un rischio maggiore di sviluppare il tumore dell’utero.

 

LE CAUSE DEL TUMORE DEL COLLO DELL'UTERO O DELLA CERVICE UTERINA

Non è sempre possibile spiegare perchè alcune donne sviluppano il tumore del collo dell’utero ed altre no; tuttavia si deve tenere presente che donne che presentano alcuni fattori di rischio svilupperanno più facilmente delle altre questa malattia. Il fattore di rischio è qualcosa che aumenta la possibilità di sviluppare la malattia.

 

ATTENZIONE!! Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente che si svilupperà un tumore alla cervice. Così, d'altra parte, non in tutte le donne che hanno sviluppato un tumore all'ovaio è possibile individuare la presenza di questi fattori di rischio.

Sono stati individuati numerosi fattori di rischio “incriminati” nello sviluppo del tumore del collo dell’utero che possono agire insieme aumentando la probabilità di sviluppare il tumore. Tra questi:

  • Papilloma virus: l’infezione da Papilloma virus (HPV- Human Papilloma Virus) è il principale fattore di rischio per il tumore del collo dell’utero. L’HPV comprende un gruppo di virus che possono infettare la cervice uterina. Queste infezioni sono molto comuni e si trasmettono attraverso i rapporti sessuali. La maggior parte degli adulti hanno avuto almeno una volta nella loro vita l’infezione da HPV. Alcuni di questi virus possono causare verruche sui genitali (condilomi) come per esempio l’HPV 11 e 16, altri invece possono causare il tumore. In particolare questi sono l’HPV 16, 18, 31, 33. Questi ultimi sono chiamati HPV ad alto rischio. Il Pap test può individuare le cellule che sono state modificate dalla presenza del virus HPV. Non è possibile curare l’infezione da HPV (infezione molto frequente nelle donne e di per sè benigna), è possibile invece trattare le eventuali alterazioni cellulari che il virus ha provocato. Sebbene l’infezione da HPV sia il principale fattore di rischio per il tumore della cervice uterina, molte donne che hanno l’infezione da HPV non svilupperanno mai il tumore: la sola infezione non basta a far sviluppare la malattia.
  • screening inadeguato: il tumore del collo dell’utero è più frequente tra le donne che non eseguono regolarmente il Pap test. Il Pap test è uno strumento che permette di individuare precocemente le lesioni che precedono lo sviluppo del tumore. Trattando queste lesioni (dette precancerose appunto) è possibile prevenire lo sviluppo del tumore del collo dell’utero.
  • immunodepressione: le donne che presentano un sistema immunitario debole sono meno in grado di combattere l’infezione da HPV. Un esempio caratteristico sono le donne affette da HIV. L’HIV è il virus che causa l’AIDS (non è lo stesso virus dell’HPV): essere HIV positive fa sì che il sistema immunitario dell’individuo sia meno capace di combattere contro il virus HPV e il cancro.
  • età: il tumore della cervice si diagnostica per lo più nelle donne con età maggiore a 40 anni
  • attività sessuale: la via principale di trasmissione dell’HPV è attraverso i rapporti sessuali: le donne che hanno avuto molti partners sessuali sono più a rischio di sviluppare il tumore del collo dell’utero, naturalmente anche le donne che hanno avuto un solo partner il quale abbia avuto però molte partners possono essere a maggior rischio. In entrambi i casi l’aumento del rischio è dato dall’aumentata probabilità di queste donne di aver un’infezione da HPV.
  • fumo di sigaretta: le donne che hanno un’infezione da HPV e fumano hanno un rischio aumentato (circa 2 volte) di sviluppare il tumore del collo dell’utero rispetto a quelle che pur avendo l’infezione non fumano. Il fumo agisce alterando il DNA delle cellule della cervice uterina favorendo così l’insorgenza della malattia.
  • pillola estroprogestinica: l’uso della pillola per un periodo superiore ai 5 anni o più aumenta il rischio di sviluppare il tumore, in particolare per il tipo che si sviluppa a partire dalle ghiandole del collo dell’utero perché queste sono sensibili all’effetto degli ormoni contenuti nella pillola (estrogeni e progesterone).
  • numero delle gravidanze: molti studi suggeriscono che partorire diversi bambini aumenta il rischio nelle donne che hanno un’infezione da HPV.